In tutte le culture questo evento astronomico ha dato origine a numerose feste e tradizioni popolari, che abbiamo discusso svariate volte anche in questo blog: il Natale, la festa romana del Sole Indigete, le feste celtiche legate al sole o a Venere. Tutte queste feste traggono origine dalla paura ancestrale dell'uomo primitivo, che temeva che il Sole venisse "divorato" dal buio invernale (vedi il mito contenuto nella festa di San Michele), e che festeggiava quando invece il nuovo Sole "bambino" rinasceva e riprendeva forza, anticipando la ripresa della primavera, che sarebbe arrivata tre mesi dopo. È evidente il parallelo con Gesù-Messia, che è il nuovo sole (Cristo=Sole) che rinasce nel buio invernale e che risplenderà vittorioso nella Pasqua primaverile.
La rinascita del Sole è sottolineata anche nei proverbi: dice un celebre proverbio friulano
Nadâl un pît di gjâl, Prindalan un pît di çian, Pifanie un pît di strie
Ma l'aumento della durata del dì si può notare anche a occhio nudo, soprattutto al tramonto.
Volendo essere piu' precisi, se si tracciano su un grafico le ore del tramonto per il giorno 21 di ogni mese, si vede chiaramente che il 21 dicembre il tramonto avviene prima di tutti gli altri mesi dell'anno (alle 16:25 per la localita' di Terranegra, a Padova): tuttavia, gia' il 21 gennaio il tramonto avviene alle 16:56, quindi mezz'ora piu' tardi, il che si puo' vedere facilmente anche a occhio nudo.


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